Padova e il caso della scuola Petrarca - Si al ricorso al Tar da parte del Consiglio d’Istituto
Giovedì, 21 Gennaio 2010
Il caso della scuola Petrarca di Padova approderà al Tar. Ieri è stata presa la decisione da parte del Consiglio d’Istituto della storica scuola del centro di ricorrere alla magistratura amministrativa.
La scuola Petrarca non molla e continua nella sua battaglia per continuare ad esistere. E pur di riuscire in questa difficile missione, con l’amministrazione Comunale decisa a far chiudere i battenti all’istituto, i membri del consiglio d’istituto sono pronti ad inerpicarsi lungo la strada che porta alla magistratura amministrativa.
Il consiglio d’istituto della scuola Petrarca ha preso la decisione di rivolgersi al Tar. A comunicarlo è stata una delle promotrici del comitato contro la chiusura della scuola, Elena Fabrris, che ha voluto poi ringraziare chi ha pubblicato il documento che attestava le vere spese che servirebbero per i lavori nell’istituto.
L’amministrazione Zanonato però non arretra di un passo. Il sindaco ha fatto sapere che non appena tornerà in città risponderà alle domande che gli sono state rivolte da Fabrizio Scagliotti a nome del Comitato “Salviamo la Petrarca”. E ha parlato anche l’assessore alle politiche scolastiche del Comune, Claudio Piron che si è difeso affermando che nel documento presentato dai tecnici del Comune non sono riportati i costi di restauro per i dipinti e gli affreschi che risalgono al’700. In pratica costerebbe molto meno costruire una nuova scuola.
1 commento a “Padova e il caso della scuola Petrarca - Si al ricorso al Tar da parte del Consiglio d’Istituto”
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La scuola Petrarca è un simbolo per i padovani e, come ha detto il deputato Maurizio Saia, la sua importanza va ben oltre il ruolo fondamentale che ricopre dal punto di vista didattico. Il Comune di Padova dice di non avere i soldi per restaurarla (la stessa cifra che ha sperperato per le azioni Lehman, una vergogna), ma ha speso 300000 euro per costruire le villette agli Scinti, altri 15000 euro per la festa rumena, chissà quanti per dare le case a quelli di via Anelli e chi più ne ha più ne metta…Sto dalla parte di genitori ed insegnanti!